I diritti della coppia analitica

Se la relazione terapeutica tra analista e paziente può essere resa attraverso la metafora della relazione tra chi legge e chi scrive allora il testo “Come un romanzo” di Daniel Pennac (1992) può esserci utile per osservare il campo terapeutico. Pennac in questo suo scritto ci parla dei “diritti del lettore”. Chi è il lettore nella relazione terapeutica? La risposta sarebbe che la narrazione dello scrittore-paziente coinvolge l’ascolto del lettore-analista, ma leggendo il decalogo dei diritti del lettore stilato da Pennac possiamo osare un passo ulteriore, una circolarità alla Escher, nel disegno delle due mani: impossibile capire quale disegni l’una, quale l’altra. Tutto diventa più complesso. Lo scrittore può essere il paziente ma anche l’analista, così come il lettore può essere l’analista ma anche il paziente. La psicoanalisi d’altronde è una scienza complessa, sovradimensionata, che tiene insieme diversi livelli di significato e questo è uno degli aspetti per cui è tanto amata, quanto odiata.

Leggendo, a nostro uso e consumo, il decalogo dei diritti del lettore il discorso si fa più chiaro: prima di ogni altra cosa Pennac ci sta elencando dei diritti relazionali e la relazione terapeutica è prima di tutto una relazione tra due persone, siano esse paziente o analista.

Con così tanti diritti si hanno i presupposti per la libertà di narrare e per quella di ascoltare. E la psicoanalisi pur essendo un metodo terapeutico molto rigoroso, anela alla libertà di pensiero che è un diritto inalienabile di tutti gli esseri viventi.



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